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Banksy, l'anonimo più famoso al mondo

Una mostra non autorizzata dall'artista come tutte le mostre a lui dedicate.

Un'ora e mezza di fila estenuante, ma credetemi, ne è valsa la pena. Oltre al rispetto che ho nei confronti dell'arte e in tutte le sue espressioni, c'era una grande curiosità in me visto che è stata la prima volta che un museo pubblico italiano, per essere precisi a Milano, ha deciso di ospitare una mostra di Banksy.

Un artista o più artisti, uomo o donna, chiunque esso sia, crea delle opere caratterizzate dallo sfondo satirico e trattano gli argomenti più svariati. Un vero mito dei nostri tempi che attraverso una “Protesta visiva” concilia pubblico e la sua mentalità, diventando oggettivamente uno degli artisti più amati in assoluto.

È proprio grazie a Gianni Mercurio, curatore della mostra “A visual protest – The art of Banksy”, che ci ha permesso di godere di circa 80 lavori tra dipinti, print numerati, oggetti, foto e addirittura ben 60 copertine di vinili e cd musicali disegnati dall'artista.

Come scelta non ci sono opere dell'artista che sono state sottratte illegittimamente da spazi pubblici, ma esclusivamente opere raccolte da collezionisti privati e certificati.

Emozionato quando mi sono trovato di fronte ad opere in cui Banksy interviene su copie di opere esistenti e conosciute nel mondo, dove è chiaro l'inserimento di elementi esterni che modificano strutturalmente il significato. Meravigliose!

Tra le migliaia di emozioni, mi ha molto colpito una sezione video che aiuta a raccontare i murales che Banksy ha realizzato nel mondo, sia quelli ancora oggi esistenti che quelli scomparsi.

Insomma, una vera e propria provocazione nei confronti del potere e del conformismo, verso la guerra e verso il consumismo.

Potete vedere la mostra di Banksy fino al 14 Aprile 2019 al Mudec di Milano, situato in via Tortona. Vi consiglio di prenotare in anticipo.


Di Stefano Bongarzone

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