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Invito al viaggio olfattivo sulla pelle

Come educare il proprio naso? Il giardino è il luogo ideale da cui cominciare

Il primo profumo da "pelle" di cui abbiamo conoscenza, il "Kyphi" (vino, rosa, benzoino ecc...), risale all'Antico Egitto, come il "bakkani", un olio profumato di rose e d'iris . Edonista, narcisista, il profumo da pelle è il contrario del profumo da "scia", ostentato. Ogni "naso o nez" ha la sua propria visione del profumo da "pelle". Per molti il profumo "da pelle" chiama alla seduzione. È un piacere egoista che si diffonde piano piano e invita l'altro ad avvicinarsi. Deve provocare una felicità intima. Non è necessariamente evanescente, anzi può avere una nota un po' forte. Rassicura come un “cocoon", cioè un bozzolo familiare. Di solito sono armonie di neroli e rosa. Poi amo anche l'idea che il profumo si adatti all'umore del momento e che si possa mischiare qualche nota profumata ad un’altra per rendere il tutto più carnale. Le rose sono favolose per questo perché sono versatili e si usano bene anche in olio. Il profumo da “pelle " bisogna portarlo appunto sulla pelle. È lì che prende tutta la sua bellezza. Lo si ama senza sapere il perché come un’emanazione di se stesso, un’evidenza. Ma come educare il proprio naso per svegliarlo a i profumi? Allora vi do un primo suggerimento ora che le giornate sono un po' più calde e che a poco a poco ci avviciniamo alla primavera. Il giardino è un luogo ideale per educare il proprio naso. La natura è la scuola la più semplice e la più diretta per formare questo senso al piacere della profumeria. Perché? Un esempio. Nelle composizioni profumate attuali le note fresche sono sempre di più create a partire da note erbacee, note verdi, foglie o di fieno che diversificano gli effetti delle note esperidate, estratti di agrumi per produrre questa sensazione tonica propria magari dell'acqua di Colonia o delle nuove tendenze fresche. Questo per dirvi che il sinonimo di freschezza non è obbligatoriamente legato alla buccia di limone o mandarino. Molti pensano di conoscere certe piante senza averla realmente viste o sentite . Non sanno per esempio che il vetiver viene utilizzato per la sua radice nell'olio essenziale o che la verbena è una pianta aromatica, non l'hanno mai toccata né vista o strofinata tra le dita… il profumo è un’esperienza sensoriale. Allora a presto e a vostri nasi “a passeggio"

Françoise Daymard

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