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Ciao Moira


A novembre è calato il sipario sulla regina indiscussa del circo italiano. Un saluto affettuoso a Moira Orfei.

Una regina dalle mise statuarie e con l’arte circense nel sangue. Dopo una lunghissima e strepitosa carriera, che l’ha resa una vera e propria icona, il 15 novembre scorso si è spenta Moira Orfei. Stefano Bongarzone le aveva dedicato una puntata di “Alla maniera di”, cui si riferiscono queste foto, e vuole offrire un suo ricordo nel blog.

Di lontane ascendenze sinti, Miranda “Moira” Orfei proveniva da una famiglia a vario titolo impegnata nel circo: il padre clown, il fratello Mauro acrobata con le biciclette, l’altro fratello Paolo giocoliere e acrobata, ma della dinastia Orfei fanno parte anche Liana, Nando, Ambra, nomi che in Italia tutti conoscono. Giovanissima, a soli 6 anni, Moira già era in pista come cavallerizza, per poi cimentarsi nella sua carriera come trapezista, acrobata, domatrice di elefanti e addestratrice di colombe. Nel 1960 nasce ufficialmente il Circo Moira Orfei. Il suo è sicuramente il volto del circo, conosciuta anche fuori dell’Italia. Ma la sua carriera non è rimasta racchiusa sotto un tendone: nel suo curriculum ci sono circa cinquanta film, alcuni dei quali fanno parte della storia del cinema. A scoprirla fu Dino De Laurentiis, cui si deve il suo inconfondibile look e anche il nome d’arte, che all’inizio doveva essere “Mora”, per via della sua carnagione e della chioma corvina, poi divenuta il suo celebre turbante. “Dino De Laurentiis mi raccomandò di non cambiare mai perché solo le donne senza personalità cambiano spesso il look. Infatti siamo sessanta milioni, ma così ci sono solo io”. È famosa la frase di un altro grande regista, Pietro Germi: "Moira, se tu studiassi recitazione, saresti brava come la Loren". Oltre al grande schermo, anche la tv ha saputo valorizzare la sua esuberante personalità, come ospite saltuaria del Maurizio Costanzo Show e fissa alla Domenica In di Mara Venier nel 2002. Nel curriculum di Moira Orfei c’è anche un disco, pubblicato nel 2010, Noi zingari. “Zingaro è un termine bellissimo di cui vado orgogliosa. Nelle mie vene scorre anche un po' di sangue zingaro e guai a chi me lo tocca”, ebbe a dire a chi le faceva notare che il termine ha un’accezione negativa. Da sempre icona gay, nel 2004 le viene assegnato durante il premio personaggio gay dell'anno, che va ad aggiungersi al “Premio Giulietta alla donna e alla carriera" (2002) e al titolo di "Ambasciatore nel mondo” della Camera regionale calabra della moda. Ma di certo più rilevante è l'onorificenza di Ufficiale della Repubblica, conferitagli nel 1986 dal Presidente Sandro Pertini. Una domatrice di animali, di pubblico e di uomini: tanti i corteggiatori (tra cui Totò, conosciuto sul set), Moira scelse il domatore Walter Nones, da cui ha avuto due figli.

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